C’è sempre qualcosa a cui pensare. Il lavoro, la salute, i figli, il conto corrente, una frase detta male ieri, qualcosa che potrebbe andare storto domani. Anche quando tutto è oggettivamente a posto, la testa trova comunque un motivo per stare in allerta.
Sei stanca di sentirti dire “non pensarci” — come se fosse una scelta. Sai benissimo che le tue preoccupazioni spesso sono sproporzionate. Ma non riesci a smettere. E questo, di per sé, ti preoccupa ancora di più.
Se ti riconosci in questo, potresti soffrire di Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG). Non è un tratto caratteriale, né una mancanza di forza di volontà. È un meccanismo psicologico preciso — e, come psicologa e psicoterapeuta a Modena, posso accompagnarti in un percorso per imparare a interromperlo.
Cos’è il Disturbo d’Ansia Generalizzata — e come si distingue dall’ansia normale
L’ansia è una risposta naturale e utile: ci prepara ad affrontare situazioni difficili, ci tiene vigili, ci spinge ad agire. Il problema nasce quando questa risposta rimane accesa anche in assenza di una minaccia reale, si estende a quasi ogni area della vita e diventa impossibile da spegnere.
Nel DAG le preoccupazioni non riguardano una situazione specifica, ma si generalizzano: lavoro, salute, relazioni, sicurezza economica, futuro dei figli — nessun ambito sembra al sicuro. Spesso i sintomi sono presenti da anni, talmente integrati nella quotidianità che la persona li normalizza: “sono fatto così”, “ho sempre avuto l’ansia”.
Come si distingue dall’ansia non patologica:
- Le preoccupazioni sono eccessive rispetto alla reale probabilità degli eventi temuti
- Sono presenti quasi ogni giorno, per almeno sei mesi, anche in assenza di eventi scatenanti
- Interferiscono con il funzionamento quotidiano — lavoro, concentrazione, relazioni, sonno
- La persona non riesce a controllarle anche quando se ne rende conto
- Si accompagnano ad almeno tre dei seguenti sintomi: irrequietezza, facile stancabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno
Il rimuginio — perché non riesci a smettere di preoccuparti
Il meccanismo centrale del DAG è il rimuginio: quel pensiero circolare e ripetitivo che gira intorno agli stessi scenari negativi senza mai arrivare a una soluzione.
Il punto paradossale è che chi soffre di DAG rimugina perché crede che sia utile: “se ci penso abbastanza, posso prevenire i problemi”, “essere sempre pronti al peggio evita le sorprese”. Il rimuginio viene vissuto come una forma di controllo sull’incertezza — e l’incertezza, per chi ha un disturbo d’ansia generalizzata, è la vera minaccia.
In realtà il rimuginio non produce soluzioni. Produce solo più ansia. Ogni risposta genera una nuova domanda, ogni scenario contemplato ne apre altri cinque. E nel frattempo il corpo rimane in allerta costante: muscoli tesi, sonno disturbato, stanchezza, difficoltà a rilassarsi anche nei momenti in cui sarebbe possibile.
Riconoscere il rimuginio come un meccanismo — non come pensiero razionale — è il primo passo del percorso terapeutico.
Ansia cronica e storia di vita — un legame spesso sottovalutato
Uno degli aspetti che emerge frequentemente nel lavoro clinico è il legame tra l’ansia generalizzata cronica e la storia di vita della persona. Spesso chi sviluppa questo disturbo ha vissuto in contesti familiari in cui l’incertezza era frequente e minacciosa — ambienti instabili, genitori ansiosi o imprevedibili, esperienze di perdita o di mancanza di sicurezza nelle fasi dello sviluppo.
Il risultato è un sistema nervoso che ha imparato a stare in allerta come modalità predefinita: la preoccupazione costante era, in origine, un modo per prepararsi a ciò che potrebbe succedere in un mondo che si è imparato a percepire come inaffidabile.
Lavorare solo sul sintomo — ridurre il rimuginio, tollerare meglio l’incertezza — può non essere sufficiente se non si toccano anche questi livelli più profondi. Per questo nel mio percorso integro strumenti diversi in base alle caratteristiche e alla storia di ogni persona.
Come si lavora — il percorso terapeutico
Il trattamento che propongo nel mio studio a Magreta (Modena) combina le linee guida evidence-based per il DAG con un approccio personalizzato che tiene conto non solo dei sintomi ma della persona nella sua interezza.
Psicoeducazione — capire come funziona l’ansia, che ruolo gioca il rimuginio, perché i tentativi di controllare i pensieri spesso li rinforzano. Comprendere il meccanismo è già, di per sé, una forma di sollievo.
Terapia Cognitivo-Comportamentale — identificare i pensieri automatici catastrofici, lavorare sulla tolleranza dell’incertezza (la vera radice del rimuginio), distinguere la preoccupazione produttiva da quella sterile, sviluppare strategie di problem solving più funzionali.
Regolazione corporea — l’ansia generalizzata si manifesta nel corpo: tensione muscolare, nodo allo stomaco, respiro corto, insonnia. Utilizzo tecniche di rilassamento e strumenti della Terapia Sensomotoria per lavorare direttamente con la risposta fisica dell’ansia, aiutando il sistema nervoso a uscire dallo stato di allerta cronica.
Ipnosi clinica — uno strumento che utilizzo nei casi in cui l’ansia ha radici profonde o resistenti alla sola ristrutturazione cognitiva. L’ipnosi clinica permette di accedere a stati di calma e di lavorare sulle credenze che alimentano la preoccupazione a un livello più diretto, facilitando la regolazione emotiva e la modifica di schemi automatici consolidati nel tempo.
EMDR — quando l’ansia generalizzata è radicata in esperienze passate non elaborate, traumi relazionali o periodi di forte stress, l’EMDR permette di rielaborare quelle memorie che continuano ad alimentare lo stato di allerta nel presente.
Ansia generalizzata e attacchi di panico — quando coesistono
È frequente che il DAG e il disturbo di panico coesistano. L’ansia generalizzata crea un terreno di attivazione costante che rende più probabile l’insorgenza di episodi acuti. Quando questo accade, il percorso terapeutico affronta entrambi in modo integrato — partendo sempre da una buona comprensione di come funzionano per quella specifica persona.
Prenota un colloquio — Studio a Magreta (Modena) e online
Non devi aspettare di “stare peggio” per chiedere aiuto. Se l’ansia occupa già troppo spazio nella tua vita — nei pensieri, nel corpo, nel sonno, nelle relazioni — quello spazio si può liberare.
Ricevo nel mio studio a Magreta, in provincia di Modena, facilmente raggiungibile da Modena, Formigine, Sassuolo, Rubiera e Reggio Emilia. È possibile effettuare i colloqui anche online, con la stessa attenzione e riservatezza della seduta in presenza.
Eleonora Bucciarelli — Psicologa e Psicoterapeuta a Modena. Approccio integrato: Cognitivo-Comportamentale, EMDR, Terapia Sensomotoria, Ipnosi Clinica. Studio a Magreta (MO) — Via Marzaglia 90. Consulenze online disponibili.
